Comune di Vallemaio
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Il Turista e il Territorio

 

Cenni Storici

Le prime notizie di Vallemaio risalgono al Medioevo, ma si presume fosse abitato già in epoche precedenti.
Vallefredda, questo il nome originale del comune, fu edificata dai conti di Suio, ipati di Gaeta, verso l'anno 1000 e entrò con Suio nel 1040, con il nome di Castello,  sotto le dipendenze dell'Abbazia Cassinese, da parte del Conte Ugo, figlio di Docibile, Ipata di Gaeta.
Nel 1079 ricevette una Chartae libertatis dall'Abate Desiderio, con la quale si stabiliva l'abolizione della servitù della gleba, della vendita e della schiavitù delle fanciulle, il libero matrimonio, l'abolizione dello jus primae noctis e si sanciva l'autonomia amministrativa della giustizia ed il riconoscimento degli usi e consuetudini locali come leggi amministrative.
In quel periodo Vallefredda era un unico comune con Sant’Andrea del Garigliano e allora prendeva il nome di Sant’Andrea di Vallefredda.
Subì numerosi attacchi da diverse popolazioni.
Nel sec. XI la popolazione si alleò  con i Normanni che vennero attaccati dal condottiero imperiale Mark Vald.  Cessate le ostilità, il paese venne riconsegnato all'Abbazia.
Nel 1299, Vallefredda venne occupata ed incendiata dalle truppe sveve, comandate da Marcualdo.
Nel 1421 il paese fu occupato per qualche tempo dalla Compagnia di Braccio da Montone, che lo tenne in nome di Martino V.
Nel 1487, passò sotto la giurisdizione del Regno di Napoli e venne amministrato da un Ufficiale regio. 
Nel 1806 si concluse la dipendenza dai monaci cassinesi. Seguì il periodo in cui il comune fu in preda al brigantaggio che si diffuse un po’ ovunque nella zona dopo l'Unità d’Italia.
Nel 1907 Sant’Andrea di Vallefredda fu soppresso come comune e sorsero i comuni di Sant’Andrea del Garigliano e Vallefredda, che nel 1932 venne chiamato Vallemaio, entrambi facenti parte dell’ antica “Terra di Lavoro”.
Nel 1927 entrò a far parte della provincia di Frosinone.

Durante la Seconda Guerra Mondiale Vallemaio si trovò sul fronte della Linea Gustav e per diversi mesi, dopo l'8 settembre 1943, sul monte Maio, ove ancora si scorgono le trincee scavate, furono combattute diverse battaglie. Molti furono i danni causati dalla guerra e molte le vittime civili.

Vallemaio è stato insignito della medaglia d’argento al merito civile perché «Situato in posizione nevralgica, durante la battaglia di Cassino, il Comune subì l’urto violento dei combattimenti che portarono allo sfondamento del fronte tedesco. La popolazione, con indomito coraggio, patì numerose perdite e ingenti danni all'abitato, intraprendendo poi, con fierezza e grande spirito di sacrificio, la difficile opera di ricostruzione».


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